L’altro episodio che lega strettamente il nome di Francesco a Colle è quello che potremmo chiamare “IL SOGNO DI FRANCESCO”.
Sito di riferimento: https://www.internetsv.info/DiplomaT.html
Come testimonia il Canone Teobaldino del 1310, il sogno di Francesco che conferma l’ottenimento dell’Indulgenza Plenaria, avvenne in quello che era il lebbrosario di “Colle”. (Fonti Francescane 3391-3399).

Nel 1216, infatti, Francesco si recò a Perugia per incontrare Onorio III e gli [3392] disse:
“Santo padre, ad onore della Vergine madre di Cristo, riparai per voi una chiesa. Prego umilmente vostra santità che vi poniate una Indulgenza conseguibile senza oboli.” Onorio III gliela concesse..
Continua così il documento:
“… [3394] Mentre il beato Francesco, fatto l’inchino usciva dal palazzo, il papa, vedendolo allontanarsi, chiamandolo disse: “O semplicione, dove vai? Quale prova porti tu di tale indulgenza?”. E il beato Francesco rispose: “Per me è sufficiente la vostra parola. Se è opera di Dio, tocca a lui renderla manifesta. Di tale indulgenza non voglio altro istrumento, ma solo la Vergine Maria sia la carta, Cristo sia il notaio e gli angeli siano i testimoni”.
[3395] Egli poi, lasciando Perugia e ritornando verso Assisi, a metà strada, in una località che è chiamata Colle, ove era un lebbrosario, riposandosi un po’ con il compagno, si addormentò. Al risveglio, dopo la preghiera, chiamò il compagno e gli disse: “Frate Masseo, ti dico da parte di Dio che l’indulgenza concessami dal sommo pontefice è confermata in cielo”. E questo lo riferisce frate Marino, nipote del detto frate Masseo, che lo udì di frequente dalla bocca del proprio zio. E questo frate Marino da poco tempo, verso il 1307, carico d’anni e di meriti, si è addormentato nel signore …”.
“… Se è opera di Dio, tocca a lui renderla manifesta. Di tale indulgenza non voglio altro istrumento …”
Secondo Francesco, quindi, se l’Indulgenza fosse stata davvero voluta da Dio, sarebbe stato Lui stesso a farla conoscere, a portarla a compimento senza bisogno di un intervento umano diretto. E così fu. La conferma Francesco la ottenne durante il sonno, nella notte in cui era di ritorno dall’incontro con Onorio III, ed era proprio al lebbrosario di “Colle”: è qui, nella “… località che è chiamata Colle, ove era un lebbrosario …” “…a metà strada …” tra Perugia ed Assisi, quando Dio gli manifestò che l’indulgenza da lui voluta era stata portata a compimento.
Il tutto successe precedentemente al 2 agosto 1216, perché in quella data, come ricorda lo stesso Diploma di Teobaldo, fu resa pubblica l’indulgenza.

“… [3397] Con quanta solennità poi fu resa pubblica l’indulgenza, nell’occasione della consacrazione della stessa chiesa … che fu celebrata il 2 agosto …”. Quel giorno “... il beato Francesco … predicava alla presenza di quei vescovi … egli aveva in mano una cedola e diceva: “Io vi voglio mandare tutti in paradiso, e vi annuncio una indulgenza, che ho ottenuto dalla bocca del sommo pontefice. Tutti voi che siete venuti oggi, e tutti coloro che ogni anno verranno in questo giorno, con buona disposizione di cuore e pentiti, abbiano l’indulgenza di tutti i loro peccati ” …
“… Il 2 agosto 1216, dinnanzi ad una grande folla, Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie di quel venerato luogo …”


3 risposte a “Il Sogno di Francesco”
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