L’”Ospedalone San Francesco” sorge sulle terre dell’ospedale di San Lazzaro, uno dei tre corpi che costituivano il lebbrosario, ed era destinato ai malati maschi; includeva le terre da coltivare, le case per la loro dimora e l’edicola di San Lazzaro. Secondo l’inventario del 1334 al San Lazzaro, a parte l’ortolano del podere che probabilmente era un sano, erano registrati 15 leprosi et infirmi accuditi da altre 10 mulieres servitrices che convivevano nello stesso luogo.
Su queste terre, nella seconda metà del XVI secolo, come documentato in “Collestrada e territorio”, una edizione fuori commercio realizzata al termine di un percorso di ricerca storica condotta nel 2015 dalla FUA e dall’Associazione Colle della Strada, verrà costruito un edificio denominato successivamente “Ospedalone San Francesco” che viene descritto così:
(FUA, Associazione Colle della Strada, “Collestrada, l’architettura e il territorio” a cura di Claudio Dal Lago, Centro Stampa Giunta regionale Umbria pagg. 46, 47)
“… Di rilevante importanza è l’edificio denominato “Ospedalone San Francesco”, una struttura tardo manierista di ottima fattura e di autore ignoto, sorta nell’area di sedime dell’ “edicola di San Lazzaro” situata lungo la Strada Maestra che, uscendo da Perugia da Porta San Gerolamo, portava ad Assisi per poi proseguire o verso Roma (in alternativa alla Via Regale di Porta San Pietro), o verso Loreto (Via Lauretana).
L’analisi condotta attraverso le fonti storiche e soprattutto da una attenta osservazione diretta dell’edificio ci hanno suggerito che questo non è sorto nella forma che attualmente vediamo, ma che la struttura che vediamo oggi è il risultato di stratificazioni storiche.
La prima immagine di cui abbiamo conoscenza è tratta dal Cabreo (libro censuario illustrato, 1686) che ci fornisce alcuni dettagli importanti sull’organizzazione formale di tale edificio.
L’organismo edilizio si presentava con una loggia su due piani, ed era inoltre presente una torretta sormontata da una lanterna. A verifica di tali preesistenze si riscontra che le tamponature sugli arconi di tale loggia sono distaccate dalle pareti portanti; in corrispondenza del piano sottotetto troviamo traccia di due setti murari con arco di scarico che presumibilmente sostenevano questa torretta.
Sul fronte nord troviamo un corpo in aggiunta che attualmente contiene il vano ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche…”.
Quale fosse la sua funzione non ci è dato sapere, sappiamo però che nel XX secolo l’edificio divenne una colonia scuola.

LA COLONIA SCUOLA DEI GIOVANI LAVORATORI
Testo di riferimento: C. Pagliacci, “Collestrada. Storia di un paese tra ospitalità ed inclusione”, Zefiro srl, 2020
““Nel dicembre 1918…prendemmo in affitto in Collestrada…i tre poderi ed un vasto edificio che noi restaurammo col largo concorso della croce Rossa Americana. E, poiché tale edificio sorgeva sulle rovine di quello che ai tempi del poverello di Assisi aveva ospitato i lebbrosi…noi intitolammo quella nostra seconda Colonia Scuola “Ospedalone di San Francesco “. Con queste parole, pronunciate nel 1923 dal professor Morenos, vennero consegnate ai fanciulli della colonia scuola dei giovani lavoratori di Collestrada le fotografie dei Padri caduti in guerra (pag. 127).
“L’associazione “Colonie dei Giovani Lavoratori” fu fondata a Roma nel 1917 dal professor Levi Morenos, allo scopo di provvedere al ricovero di orfani di guerra e minorenni profughi dalle terre allora invase dall’esercito austriaco… “ (pag. 129). Successivamente l’associazione riuscì ad aprire due sedi nella nostra regione: una a Città di castello e l’altra a Collestrada: chiamata Ospedalone di San Francesco. Qui venivano accolti orfani di guerra, ma anche orfani di operai morti per infortunio sul lavoro e bambini abbandonati. “…Nel 1922 la Colonia Scuola di Collestrada contava 60 minorenni. Gli allievi venivano edotti nelle varie attività agricole in particolare l’orticoltura, la frutticoltura e la floricultura… all’interno del collegio…ricevevano l’istruzione elementare spesso insieme ai ragazzi “normali” di Colle . Ginnastica e sport erano all’ordine del giorno: si giocava a calcio e a “ ruzzola “, si facevano esercizi di ginnastica e lunghe escursioni…” (pag. 129).
Durante la Seconda Guerra Mondiale anche i ragazzi del collegio incontrarono grandi difficoltà e conobbero “…la vera e propria fame…” (pag. 132), ma “…si innescò un elemento di forte solidarietà tra la popolazione ed i poveri ragazzi, quasi del tutto abbandonati a loro stessi nei momenti più critici della guerra; in cambio di un pezzo di pane offrivano quaderni, matite, disegni, statuine oppure braccia per lavorare la terra. Ma anche la propria disponibilità a fare buona guardia alle armi che i tedeschi nascondevano dentro la macchia…” (pag. 132).
“… Negli anni 1966-1967 mutò la tipologia dei ragazzi che venivano ospitati all’Ospedalone: non più soltanto giovani abbandonati in tenera età dalle proprie famiglie, ma anche persone affette da turbe psichiche (autistici, epilettici, caratteriali)…” (pag. 132).
Dal punto di vista economico, la situazione divenne sempre più ingovernabile e nel 1974 l’Istituto venne chiuso.


3 risposte a “Ospedalone San Francesco”
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