La viabilità storica

La viabilità storica

In una intervista fatta a Renato Vagnetti, nato e cresciuto nel borgo medievale di Collestrada, nonché fattore della cantina dell’ospedale, in occasione della Festa Grossa del 2010, alla domanda: “In fondo al cimitero, c’era una strada che comunicava con Villa Pucci per caso?”, lui, allora ultranovantenne, risponde così:

“Sì, sì! Da sta casettina de Piceller veniva su una strada che passava di fianco al cimitero, passava lì su pel bosco, passava per la Madonnuccia di Campagna  dove c’è l lago ade’, l lago de… (Palmerini, n.d.a.), andava a Bastia. C’era il martedì, quando c’era il mercato a Perugia, ripassavano perché c’era il mattatoio a Bastia… Ripassavano con le bestie raddoppiate… e quella era una strada de pianta, eh!” 

Di questa strada che sale su dalla “Casina Piceller”, che passa tra il cimitero e la fonte, che prosegue a poca distanza dal lato nord del bosco e che arrivava fino a Bastia Umbra passando per la chiesetta della Madonna di Campagna, oggi sono rimasti solo alcuni tratti, nonostante la strada fosse censita nelle mappe catastali. È probabilmente questo ciò che resta dell’antica viabilità, di quella che era la strada che dal Ponte Vecchio andava verso Assisi e non solo. Ed era probabilmente questa la strada che percorreva Francesco nei suoi continui spostamenti da e verso Assisi. 

Questa strada che tutt’oggi costeggia il bosco, fu una strada pericolosa, come ricorda Enrico Brozzi, nel suo libro intitolato “Ospedalicchio. Le pietre – la gente”, Perugia, 1989. Lo stesso ci racconta

Donna Beatrice, invece, moglie di tale Bartolomeo Aldovrandini, mentre si reca a trovare il marito prigioniero a Foligno, sempre sulla pubblica strada “in Campanea”, vicino a Colle, viene assalita a mano armata da tali Bartolo Georgi, Giovannello Floriani di Assisi e Raniero che “afferrandola violentemente e minacciosi gettandola a terra, frugano tra i suoi abiti alla ricerca di denari”” (pagg. 22, 23).

Questa, però, era soprattutto una strada importantissima, in quanto tra il XIII e il XIV secolo era parte della

…via regale che uscendo sempre dalla porta S. Pietro, portava da Perugia ad Assisi lungo una delle arterie di maggior comunicazioni anche commerciali che arrivava fino a Roma passando per città come Foligno e Spoleto”, …ma che portava anche verso “…l’altra direzione per Gubbio e Città di Castello.” (Appunti conferenza P. Monacchia, Collestrada, 2011). 

“La strada non annovera tra i suoi frequentatori solo pellegrini e santi ma anche altre categorie di viandanti non sempre regolari. Chi si metteva in viaggio non lo faceva mai da solo, perché troppo rischioso; si preferiva allora dividere con altri pericoli e incertezze del cammino. Pellegrini, santi predicatori, insieme a mercanti, artisti, artigiani, o chiunque si muovesse per ragioni di lavoro, potevano trovarsi accanto sgraditi compagni di viaggio. Ogni comunità aveva i suoi emarginati: ladri, assassini, prostitute, mendicanti e anche a costoro non rimaneva che mettersi in cammino, accompagnati da quelli che erano allontanati da una comunità perché malati senza speranza di guarigione: i lebbrosi…” (Bastianelli Moscati, “Note sulla viabilità medievale in Umbria”, Edizioni Eranuova, pag. 22)

Insieme a grandi o piccole truppe militari che andavano o tornavano dalla guerra, è questa l’umanità che dobbiamo immaginare abbia transitato su ciò che resta di quella che era stata un’importantissima via di comunicazione.


3 risposte a “La viabilità storica”

  1. Avatar Bethany Morrison
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