L’Anello di Francesco – il progetto

Un viaggio indimenticabile tra la fede e il paesaggio umbro

Percorri a piedi o in mountain bike il sentiero dell’Anello di Francesco

L’Anello di Francesco

L’”Anello di Francesco” è un percorso ad anello di circa 8 km, che parte dal borgo medievale di Collestrada e ad esso ritorna passando quasi esclusivamente su strade bianche o di terra; lo abbiamo chiamato così perché, oltre che essere appunto un anello, lambisce alcuni luoghi che hanno legato il nome di Francesco a quello di Collestrada, come documentato in diverse fonti scritte e vista anche la posizione geografica in cui ci troviamo. Il territorio di Colle infatti, che inizialmente era sotto il comune di Assisi e dal 1209 sotto quello di Perugia, si trova proprio a metà strada tra le due città, lungo la via regale che dal capoluogo umbro portava a Roma, dove era appunto ubicato l’hospitale de Colle, un lebbrosario ben strutturato e di notevole importanza per numero di malati accolti e di persone ivi residenti.

Sono almeno tre gli episodi documentati per iscritto che attestano la presenza di Francesco a Colle: 1202 “La battaglia di Collestrada”; 1216 “Il sogno di Francesco”, all’interno del Canone teobaldino del 1310, e “Il dono del mantello”.

In tutti e tre viene precisato che si svolsero a Collestrada o Colle e questo lascia intendere una frequentazione sistematica del territorio in questione da parte di Francesco; ma i fatti documentati potrebbero essere più di tre. Infatti nell’episodio de “Il lebbroso perverso” e in quello de “Il lebbroso alla mensa comune” si precisa che si  svolsero nell’ospedale di San Lazzaro che, se si considera la vicinanza con la Porziuncola e la viabilità storica da e verso Perugia, sarebbe potuto essere proprio quello del lebbrosario maschile di Collestrada. Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi visto che un altro lebbrosario con la stessa denominazione vi era anche a Rivotorto.

Per tornare al nostro “Anello di Francesco” possiamo dire che partendo dall’attuale borgo medievale di Collestrada, che al tempo del santo era uno dei tre corpi che componeva l’hospitale de Colle denominato “Santa Maria”, e dirigendosi verso la croce al centro dell’incrocio, si può osservare, in direzione nord, in fondo al discesone costeggiato da pini, l’”Ospedalone San Francesco“.

L’Ospedalone, che oggi è sede dell’attuale scuola primaria e dell’infanzia, sorge sulle terre dove era ubicato il San Lazzaro, un altro dei tre corpi del lebbrosario, e più precisamente quello dedicato ai malati maschi. E qui, molto probabilmente Francesco visitò i malati proprio in occasione del suo ritorno dall’incontro con Onorio III a Perugia, quando, dormendo al lebbrosario, in sogno, ebbe la conferma dell’ottenimento dell’indulgenza plenaria (come documentato dal Canone Teobaldino del 1310). Il nostro anello, però, dalla croce al centro dell’incrocio scende verso il bosco e, a circa metà del viale di cipressi intrapreso, prima del cimitero, sulla sinistra, doveva essere collocato il “Santa Marta”, l’ospedale femminile, il terzo corpo che costituiva il lebbrosario. 

Alla fine del viale di cipressi, prima del cimitero, una strada di terra si interseca con il viale stesso. Qui sorgeva nel 1600 la chiesa del Crocifisso Questa, che sale da ovest e procede verso est per qualche centinaio di metri, costeggiando il bosco, è ciò che resta della viabilità storica, la via regale che da Perugia portava a Roma. Svoltando verso destra, lasciando il cimitero sulla sinistra e la fonte sulla destra si esce dall’”Anello di Francesco”.

Percorrendo questa stradina bianca, dopo circa 1 km si arriva alla Casina Piceller che la tradizione identifica come luogo della battaglia di Collestrada del 1202, in cui Francesco venne fatto prigioniero. È proprio lungo questa stradina che il visitatore avrà la possibilità di percorrere il luogo dove immaginiamo sia avvenuto “Il dono del mantello” da parte di Francesco ad “un uomo lacero e dismesso” affinché perdonasse il suo padrone; cosa abbastanza probabile se si considera che quella era una delle maggiori arterie di comunicazione del tempo. 

Avendo il cimitero come punto di riferimento alla nostra destra, si può riprendere l’”Anello di Francesco” che prosegue passando dentro quella che un tempo era denominata la selva di Colle. Il nostro percorso infatti si addentra in un bosco planiziale a “Farnetto”, uno dei pochi frammenti residuali di bosco a testimonianza degli ecosistemi di cui era coperta l’Umbria ai tempi di san Francesco che oggi è una Zona Speciale di Conservazione (ZSC).

Appena all’ingresso, sulla sinistra rispetto alla strada di mezzo, si può visitare l’area denominata Polveriera, in quanto polveriera tedesca del vicino aeroporto, che nel luglio del 1944 fu fatta esplodere dagli Alleati. Sulla destra invece, sempre rispetto allo stradone centrale, seguendo le indicazioni e costeggiando il “Fosso dello Sbirro”, si avrà modo di giungere al punto in cui precipitò lo Spitfire della Royal Air Force nel 1944. Una volta giunti in cima al bosco, dove si può arrivare anche percorrendo semplicemente lo stradone centrale, sarà necessario scendere verso sinistra e costeggiare tutto il lato sud-est  del bosco stesso.

Seguendo le indicazioni si percorreranno alcuni chilometri sempre ben lontani dal traffico, con una bellissima veduta su Assisi, sul Monte Subasio e sulle numerose altre cime dell’Appennino, mentre verso ovest la veduta è su Perugia e i colli intorno a essa. Il sentiero condurrà all’incrocio per Brufa, e lì, nei pressi di un’ edicola votiva, sarà necessario svoltare a sinistra e scendere per una strada di terra che permetterà al visitatore di giungere ad altre due meraviglie architettoniche del luogo: la chiesetta della Madonna di Campagna e Villa Pucci Boncambi.

La prima è strettamente legata al lebbrosario: c’è infatti chi sostiene che questa costruzione delimitasse proprio il confine di movimento dei lebbrosi verso Assisi in quanto situata lungo la viabilità storica di cui sopra. Il campo alla sua sinistra fu teatro di un altro incidente aereo, sempre durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui giunto, il visitatore avrà modo di ammirare anche Villa Pucci Boncambi, villa di campagna della seconda metà del Settecento appartenuta alla omonima famiglia, recentemente ristrutturata con importantissimi interventi, che è tornata a risplendere oggi in tutta la sua magnificenza. L’”Anello di Francesco” passa proprio tra la chiesetta e la parte posteriore della Villa. Per chi volesse ammirarne la facciata, il meraviglioso viale di tigli che conduce ad essa e l’imponente giardino con i suoi indescrivibili alberi monumentali, potrà tranquillamente percorrere la strada bianca che procede verso nord per poche centinaia di metri. Dalla chiesetta della Madonna di Campagna si potrebbe anche percorrere la strada di terra che procede verso sud, girare a destra e salire fino al boschetto di querce posto a mezza collina: da lì, oltre al meraviglioso panorama su Assisi, sarà possibile ammirare il bassorilievo “San Francesco alle querce” realizzato da Daniele Mancini, storico scultore del luogo. Per continuare l’”Anello di Francesco”, però, sarà necessario tornare indietro fino alla chiesetta e procedere verso ovest. Seguendo le indicazioni e percorrendo strade bianche e strade di terra si arriverà al centro abitato dove il nostro percorso proseguirà tra le case, passando per via della Fratellanza e via Piceller e arrivare così in via Centrale Umbra dove sarà possibile usufruire di servizi come il bar o il negozio di alimentari. Da via Centrale Umbra sarà necessario svoltare a sinistra  per  Via Maristella. Da notare che se invece si svoltasse a destra e si passasse sopra il ponte della superstrada, sarebbe possibile immettersi, dopo poche decine di metri, nella ormai ben nota “Via di Francesco”, dalla quale si potrebbe raggiungere Perugia, da una parte, o Assisi dall’altra. Pecorrendo dunque tutta via Maristella si arriva al parco difronte campo sportivo e quindi nuovamente al borgo medievale di Collestrada attraverso il percorso pedonale “Luca Benincasa” che si trova sulla destra del circolo ricreativo. lungo questo sentiero sarà possibile ammirare quattro sculture in pietra arenaria realizzate durante la Festa Grossa del 2025.

Dal borgo medievale al borgo medievale: un anello di 8 chilometri facilmente percorribili che, al centro delle più importanti vie di comunicazione dell’Umbria, permetterà ai visitatori di immergersi in una storia lontana, affascinante e documentata, ma anche in meravigliosi paesaggi e inaspettati ambienti naturali. Attraverso i QR Code dislocati lungo l’”Anello di Francesco” il visitatore avrà anche la possibilità di ascoltare, durante il cammino, le registrazioni vocali relative alla storia delle strutture architettoniche e alle caratteristiche ambientali ammirabili durante il tragitto. Informazioni storiche, paesaggistiche e ambientali tratte da documenti, ricerche degli esperti interpellati ma anche dalla testimonianza diretta degli anziani di Colle; il tutto per la conservazione della memoria e la rivalutazione del territtorio di Collestrada. Un territorio da sempre attraversato da tutti, ma ancora sconosciuto ai più.